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INTERVISTA A LUIGIA BENCIVENGA - 'O CANE

  Luigia Bencivenga si muove tra sofferenze ed empietà e le accompagna con una dose di ironia che lascia tra lo sconcerto e lo stupore.  Le parole sono precise, ricche, dense. Utilizza una struttura non lineare, studiata in ogni dettaglio e in ogni simbolo. Una confusione ordinata che è il punto forte del libro a mio parere, unitamente alle scelte linguistiche.  Con un risultato a tratti disturbante sembra che l’autrice svuoti l’uomo dell’umanità e la ponga al suo fianco sotto sembianze canine, per poi lasciarci in balìa di ciò che accade… fino a un epilogo a tratti surreale, a tratti dolorosamente reale.  Se fosse una città, questo libro sarebbe Napoli… Se fosse una parola, sarebbe “Wirrwarr”…  Se fosse un quadro, sarebbe dipinto a 4 mani da Bacon e Bosch con uno “sfregio” centrale alla Fontana. Se fosse una melodia… l’ho chiesto a lei.  Wirrwarr!” è il latrato di un cane, ma significa anche “confusione”. Nel libro spesso emerge la difficoltà nel distingu...

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