Pastorale americana di Philip Roth
In questo libro lo scrittore Nathan Zuckerman, narra la storia di Seymour Levov, detto lo Svedese. Affido a quest’ultimo la recensione.
Vorrei non leggeste questo libro, perché scoprireste la mia vera vita. Quella che mi ha annientato, quella che non sono riuscito a raccontare a quello scrittore amico di mio fratello. Quella porzione di vita che ho taciuto, narrando solo la facciata, apparentemente banale e noiosa, della mia nuova famiglia.
Credo non mi potrete capire fino in fondo, semplicemente perché non siete me. Dovreste credermi, sembravo un angelo, volevo avere quelle sembianze, poi sono caduto, colato a picco, come tutta la società d’altronde. Zuckerman ha usato me per spiegare una nazione e un periodo storico, ironico e deprimente insieme. Peccato che mi definirei il contrario di esemplare.
Questa storia potrebbe innestare in voi il seme del dubbio, del caos, dell’ignoto, di quali siano le vostre responsabilità per quello che succede a voi e ai vostri cari.
Oppure potrebbe consolarvi per il fatto che nulla probabilmente ha un senso e per questo potreste finalmente abbandonarvi al flusso della vita con rassegnazione.
Potreste prenderla bene oppure male.
Potreste ridere oppure piangere.
Potrebbe sconcertarvi, farvi affondare nel vostro abisso, oppure ferirvi di striscio.
Dipende da dove vi trovate.
Quando scoppia una bomba, perché tutto dipende da una bomba, la posizione fa la differenza, quindi, chiunque siate o crediate di essere, trattate con cautela la mia storia, le mie ferite, le mie domande, perché io di risposte non ne ho. Fatene buon uso.
Il vostro Svedese
@bartle_book


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